mercoledì 21 novembre 2018

Noi, il poker, gli altri

Published on dicembre 27, 2011 by   ·   No Comments

Negli anni passati definirsi giocatore di poker significava attaccarsi addosso la nomea di giocatore d’azzardo. Benchè il poker viene oggi considerato dallo stato uno skill game e non più un gioco d’azzardo, lo stereotipo fra la gente non è purtroppo mutato di una virgola. Far si che familiari, fidanzate o amici accettino e rispettino il gioco del poker, il lavoro e la fatica che ci sono dietro ad un grande successo, è forse l’impresa più difficile per un pro player.

Talvolta è ostico anche per chi il gioco del texas holdem lo pratica come hobbie, senza grandi ambizioni. Personalmente, ho avuto non poche difficoltà a far accettare in famiglia l’idea che il gioco mi desse da vivere e ancora oggi fra gli amici c’è chi mi considera alla stregua di un giocatore di roulette. Rimuovere anni di luoghi comuni non è semplice, soprattutto in considerazione del fatto che, effettivamente, l’80% dei giocatori di poker online è in passivo.

A fronte di questi dati, mass media e sociologi di tutto il mondo sono diventati i più acerrimi nemici del gioco e promuovono un immagine che è però falsa, sbagliata e approssimativa. L’elemento paradossale è che se questa campagna anti-texas holdem vertesse su presupposti validi e fosse condotta nel modo corretto, non ci sarebbe nulla da dire. Molta gente, che gioca in maniera scriteriata, a poker ha perso, perde e continuerà a perdere. Tuttavia, forse per cercare l’effetto o la notizia che attiri l’attenzione dei curiosi, le opinioni vengono buttate a casaccio nel calderone generando un marasma che di concreto ha poco e nulla.

Dalle notizie riportate su televisioni, giornali e riviste, ricaviamo che:

-Nel poker, TUTTI, prima o poi sono destinati a perdere.
-A poker conta solo la fortuna
-il poker è come una droga
– La maggior parte degli individui che si sono rovinati col gioco, l’hanno fatto col poker.

Sostanzialmente il messaggio che i media vogliono far arrivare al popolo (riuscendoci benissimo, per altro) è pompato e in alcuni punti falso. Senza voler vedere complotti ovunque, le ragioni possono essere due:

-l’inesperienza di chi tratta argomenti che non gli sono propri.
-la brama della notizia che desti scalpore.

Chi cura questi servizi propone dei postulati e accompagnandoli con uomini di spalle e con la voce metallica, i quali raccontano di come hanno perso casa, famiglia e amici, ottengono attenzione e talvolta anche consensi.  Il motto che “a poker prima o poi tutti perdono” è senza dubbio insensato. In un gioco dove si gioca uno contro l’altro, per forza di cose alla fine ci sarà qualcuno vincente. La questione può semmai essere posta diversamente:

Oggi vinco io, domani vinci tu, il giorno successivo vincerà un altro e così via, a seconda di come vuole il caso. Per grande sfortuna di tutti i cacciatori di streghe però questo cozza con la definizione di skill game, cioè un gioco nel quale vince chi è il più bravo, un gioco quindi che si differenzia da altri tipici giochi da casinò come le slot machine e la roulette.

In uno skill game, alla lunga, come dice il termine stesso, vince chi è più skillato. Il luogo comune che recita:”oggi hai vinto ma domani potresti perdere tutto” è quindi falso se riferito ad un giocatore intelligente e preparato. Il problema può però insorgere quando il giocatore non è impreparato e si ostina a giocare senza avere alle spalle delle solite basi. In quel caso, alla lunga, questo giocatore sarà perdente, cosa che si verifica in praticamente tutti i giochi da casinò dipendenti esclusivamente dal caso.

A differenza di questi il poker offre una possibilità, che è quella di poter cambiare la propria condizione e provare ad essere vincenti. Se io un giorno mi sveglio e decido di essere vincente alla roulette non otterrò risultati, a meno di grandi colpi di fortuna. Se oriento i miei sforzi sul poker, invece, con studio e impegno potrei effettivamente trarre dei grossi giovamenti da quello che fino ad oggi era stato soltanto un hobbie.

Ci sono inoltre altri due elementi da considerare:

è vero che tanta gente ha perso parecchi soldi col poker, ma molta altra grazie a questo gioco ci vive e mantiene le proprie famiglie. E non ci riferiamo unicamente ai poker pro player che con i loro bankroll da capogiro sono forse uno schiaffo alla crisi, ma a tutti quei lavoratori che stanno dietro l’industria poker, un’industria che oggi offre da mangiare a un numero vastissimo di individui: giocatori, giornalisti, addetti stampa, scrittori, fino ad arrivare a chi muove gli ingranaggi delle poker room online, che ormai in Italia nascono come funghi. Con questo martellamento mediatico non è dunque semplice far capire a chi ci sta intorno che pur praticando un hobbie così screditato, non siamo dei rovina famiglie.

Potrete parlare di bankroll, di skill game, giurare in tutte le lingue del mondo che il texas holdem non è un gioco d’azzardo, imparare a memoria l’ordinamento dell’AAMS, ma questo non basterà a levar via dalla testa della gente i pregiudizi.

Per convincere chi è mentalmente più aperto e ben disposto probabilmente è sufficiente mostrare l’atteggiamento serio con cui cerchiamo di approcciarci al giochino, ma chi ha già deciso a priori che poker = male, non si lascerà convincere dalle parole

In certi casi non è sufficiente nemmeno vincere grosse somme per sconfiggere la reticenza. Il sistema che ho adoperato per “ammorbidire” mia madre, da sempre acerrima nemica di tutto ciò che è “giochi con le carte”, è stato quello di contribuire alle spese familiari, ad esempio pagando le bollette o semplicemente badando io alle mie tasse universitarie.  È importante anche non mettere il gioco in primo piano su tutto il resto: se annullate una cena con vostra moglie perché alle 21:30 parte un torneo al quale volete partecipare con un ticket vinto, ella si risentirà e si accanirà contro di voi e contro il gioco. Se arrivate a lavoro con gli occhi da zombie perché la notte prima avete dormito 2 ore, colleghi e amici coglieranno nella profondità delle vostre occhiaie i lati negativi di questo gioco.

Se quando siete con gli amici parlate degli spot che vi hanno fatto tiltare o cercate di fare i simpatici adoperando il gergo pokeristico, (es: “ehi, sapete ieri ho foldato la mia ragazza”) essi penseranno che siete fissati e che il poker ormai per voi è diventata una droga. Di fatto, sarebbe disonesto non riconoscere che questo gioco ha gli elementi per poter divenire pericoloso, soprattutto verso taluni soggetti. Il gioco in se può però essere divertentissimo e profittevole, sta al singolo individuo approcciarsi ad esso in maniera intelligente, un po’ come nel caso di internet: indispensabile strumento per molti di noi, fonte di dipendenza per tanti altri.

Commenti ( 0)

Devi essere loggato per inserire un commento.

Entra in Snai

Entra in Snai

Bonus Poker

Poker Room Bonus
Poker Snai Poker Snai 1050 euro
Virgin Poker Bonus Titan Poker 1000 euro

Poker Snai