mercoledì 21 novembre 2018

Poker Capire Gioco Avversari

Published on dicembre 13, 2011 by   ·   No Comments

In questa lezione analizzeremo un aspetto molto importante del gioco. Daremo dei suggerimenti e consigli utili per cercare di capire il gioco degli avversari. Inquadrare infatti un nostro avversario al tavolo da gioco non è sempre semplice, ma riuscirci vorrebbe dire capire e prevedere ogni sua giocata.

In questo capitolo cureremo un aspetto molto importante del gioco del Poker e cioè il comportamento dei nostri avversari. Partiamo dal principio che se sapessimo le carte che hanno in mano i nostri avversari non perderemmo mai. Cercare di inquadrare un avversario e riuscirci vorrebbe dire averlo in pugno ed avere il vantaggio di prevedere ogni sua giocata. Ma non è sempre così facile. Alcuni giocatori sono un libro aperto, altri invece sono impenetrabili. Il principio generale ed universale è che riuscire a dedurre le carte del nostro avversario aumenterebbe in modo esponenziale le nostre possibilità di vincita.

Per questo bisogna impegnarsi molto nell’osservare sia il linguaggio del corpo sia le strategie. Per cercare di intuire la mano di un avversario occorrono due abilità principali:
1. La capacità di cogliere gli “indizi” (tutti quei segni fisici volontari e non che ci suggeriscono quando un giocatore sta bluffando e quando ha davvero una buona mano);
2. La capacità di dedurre la mano dell’avversario o prevedere una serie di possibili mani che potrebbe avere, basandosi sulle azioni che il giocatore compie con le carte che gli vengono servite;

Spesso però occorre aver giocato a lungo con il nostro avversario, il tempo necessario per inquadrarlo e capire il suo modo di giocare. Infatti sia il linguaggio del corpo e sia gli schemi di puntata o di rilancio sono facoltà abbastanza individuali. Un controrilancio effettuato da un giocatore prudente in genere sta a significare una situazione ben diversa da un rilancio effettuato da un giocatore deciso. Riuscire a comprendere il modo di giocare di un avversario richiede sia sensibilità che abilità. Per riuscirci bene è necessario osservarli mentre giocano ed il momento ideale sarebbe farlo quando non siete coinvolti in una mano. Ci sono giocatori che non sanno cogliere indizi nè riescono a prevedere il gioco degli avversari solo perchè non prestano attenzione quando sono fuori dal gioco e magari chiacchierano con qualcuno anzichè seguire ugualmente il gioco e recepire tutte le informazioni utili per inquadrare un giocatore. Un grande giocatore di poker è quello che deve sfruttare queste situazioni a suo vantaggio studiando il gioco degli avversari con le carte che sono state loro servite osservando indizi non verbali che lasciano trapelare quando hanno una mano forte o debole. Si tratta semplicemente di osservare gli avversari per capire le loro abitudini.

Vedere cosa fanno quando:
1. Hanno una mano forte e giocano tra i primi. Decidono di puntare o rilanciano come se fosse una mano debole?
2. Punta in modo deciso con una mano incompleta

Ma bisogna osservare bene anche:
1. Chi punta sempre con mani alte, e quali avversari sono giocatori astuti che cercano di indurvi a puntare per poi passare e rilanciare;
2. Gli schemi di puntata degli avversari tramite i quali potrete scoprire il loro stile di gioco.

Potrà sembrarvi strano ma in genere i buoni giocatori sono più comprensibili degli avversari più deboli. L’azione di un buon giocatore è sempre dettata dalla logica e dalla coerenza. Cambierà anche il nostro atteggiamento. Davanti a un avversario che usa la logica, il nostro compito sarà quello di capire le motivazioni che guidano le sue azioni e applicarle a una mano. Diventa invece più difficile farlo con un giocatore più debole che fa la prima cosa che gli passa per la testa. A volte i giocatori più deboli li potete riconoscere perché si lasciano involontariamente scappare molti più indizi degli altri giocatori. Non sarà invece facile inquadrare giocatori che agiscono d’istinto. Nel caso in cui non riuscite ad inquadrare bene il vostro avversario, giocatevi la vostra mano, siate decisi con le mani buone e dovreste riuscire a fare sicuramente bene. Per battere un giocatore istintivo in genere basterà giocare mediamente bene. Il giocatore debole e istintivo potrà avere inizialmente fortuna ma non durerà a lungo a meno che il suo gioco incostante non vi confonda le idee facendovi perdere concentrazione a tal punto da indurvi a giocare peggio di lui.

Il metodo più semplice per inquadrare un giocatore è cercare di ipotizzare la serie di mani che potrebbe avere in base a come si comporta all’inizio, fino a circoscrivere le possibilità in base alle carte che appaiono e a come gioca tra un giro di puntate e l’altro. In questo caso potreste prevedere le giocate successive basandovi su come ha giocato le mani precedenti. Il trucco per “leggere” la mano di un avversario è ipotizzare una serie di mani iniziali ed eliminarle via via in base al suo gioco e alle carte che prende. Il segreto sta tutto in una serie di deduzioni logiche. La difficoltà maggiore sta nel capire se l’avversario ha una mano di gran lunga migliore della vostra o se sta bluffando. Se avete in mano un punto debole ma comunque in grado di battere un bluff vi toccherà bene valutare le vostre possibilità in relazione alla portata del piatto e decidere se accettare o abbandonare la mano.

Bisogna sapere ben cogliere anche gli indizi, una combinazione di schemi comportamentali; reazioni fisiche involontarie come una vena che pulsa sul collo dell’avversario quando ha una mano molto forte, il linguaggio del corpo o il timbro della voce. Questi sono elementi utilissimi che possono rivelarvi informazioni sulla mano dell’avversario. Sono manifestazioni fisiche che possiamo dividere in due classi: atti e linguaggio del corpo involontari.

Un giocatore che con decisione piazza le sue fiches con impeto sul tavolo probabilmente ha una mano debole e spera che il suo atteggiamento possa intimorire. Comportarsi invece in modo insicuro quando si ha una mano forte e in modo deciso quando si ha una mano debole è solo una recita. Quando la mano di un giocatore trema (involontariamente) mentre prende e deposita le fiches sul piatto, di solito è segno che l’avversario ha una mano molto forte. E’ fondamentale cogliere tutti questi indizi per trasformarsi da un giocatore modesto in uno vincente.

Vi forniamo ora un indizio, un modo di fare che spesso si ritrova in quasi tutti i giocatori:
1. I giocatori che hanno una mano debole si comportano con sicurezza e appaiono insicuri quando hanno una mano forte;

Nella maggior parte dei casi questo aspetto si riscontra in un’altissima percentuale di giocatori. Ma nulla è scontato in quanto potreste trovare giocatori che si comportano con sicurezza quando hanno mani forti e con indecisione quando hanno mani deboli. Possiamo però affermare che questo indizio è confermato nel 70% dei casi ed in tutti i casi rappresenta un vantaggio importante.

Spesso può succedere anche il contrario e cioè che un giocatore molto forte ed esperto sospetti che lo stiate studiando e potrebbe inscenare una controffensiva per confondervi assumendo un comportamento incoerente. Inizierà ad alternare con falsi indizi il suo normale stile di gioco e voi non riuscirete a interpretarlo correttamente.

In questo capitolo cureremo un aspetto molto importante del gioco del Poker e cioè il comportamento dei nostri avversari. Partiamo dal principio che se sapessimo le carte che hanno in mano i nostri avversari non perderemmo mai. Cercare di inquadrare un avversario e riuscirci vorrebbe dire averlo in pugno ed avere il vantaggio di prevedere ogni sua giocata. Ma non è sempre così facile. Alcuni giocatori sono un libro aperto, altri invece sono impenetrabili. Il principio generale ed universale è che riuscire a dedurre le carte del nostro avversario aumenterebbe in modo esponenziale le nostre possibilità di vincita. Per questo bisogna impegnarsi molto nell’osservare sia il linguaggio del corpo sia le strategie. Per cercare di intuire la mano di un avversario occorrono due abilità principali:

1. La capacità di cogliere gli “indizi” (tutti quei segni fisici volontari e non che ci suggeriscono quando un giocatore sta bluffando e quando ha davvero una buona mano);

2. La capacità di dedurre la mano dell’avversario o prevedere una serie di possibili mani che potrebbe avere, basandosi sulle azioni che il giocatore compie con le carte che gli vengono servite;

Spesso però occorre aver giocato a lungo con il nostro avversario, il tempo necessario per inquadrarlo e capire il suo modo di giocare. Infatti sia il linguaggio del corpo e sia gli schemi di puntata o di rilancio sono facoltà abbastanza individuali. Un controrilancio effettuato da un giocatore prudente in genere sta a significare una situazione ben diversa da un rilancio effettuato da un giocatore deciso. Riuscire a comprendere il modo di giocare di un avversario richiede sia sensibilità che abilità. Per riuscirci bene è necessario osservarli mentre giocano ed il momento ideale sarebbe farlo quando non siete coinvolti in una mano. Ci sono giocatori che non sanno cogliere indizi nè riescono a prevedere il gioco degli avversari solo perchè non prestano attenzione quando sono fuori dal gioco e magari chiacchierano con qualcuno anzichè seguire ugualmente il gioco e recepire tutte le informazioni utili per inquadrare un giocatore. Un grande giocatore di poker è quello che deve sfruttare queste situazioni a suo vantaggio studiando il gioco degli avversari con le carte che sono state loro servite osservando indizi non verbali che lasciano trapelare quando hanno una mano forte o debole. Si tratta semplicemente di osservare gli avversari per capire le loro abitudini. Vedere cosa fanno quando:

1. Hanno una mano forte e giocano tra i primi. Decidono di puntare o rilanciano come se fosse una mano debole?
2. Punta in modo deciso con una mano incompleta

Ma bisogna osservare bene anche:

1. Chi punta sempre con mani alte, e quali avversari sono giocatori astuti che cercano di indurvi a puntare per poi passare e rilanciare;

2. Gli schemi di puntata degli avversari tramite i quali potrete scoprire il loro stile di gioco.

Potrà sembrarvi strano ma in genere i buoni giocatori sono più comprensibili degli avversari più deboli. L’azione di un buon giocatore è sempre dettata dalla logica e dalla coerenza. Cambierà anche il nostro atteggiamento. Davanti a un avversario che usa la logica, il nostro compito sarà quello di capire le motivazioni che guidano le sue azioni e applicarle a una mano. Diventa invece più difficile farlo con un giocatore più debole che fa la prima cosa che gli passa per la testa. A volte i giocatori più deboli li potete riconoscere perché si lasciano involontariamente scappare molti più indizi degli altri giocatori. Non sarà invece facile inquadrare giocatori che agiscono d’istinto. Nel caso in cui non riuscite ad inquadrare bene il vostro avversario, giocatevi la vostra mano, siate decisi con le mani buone e dovreste riuscire a fare sicuramente bene. Per battere un giocatore istintivo in genere basterà giocare mediamente bene. Il giocatore debole e istintivo potrà avere inizialmente fortuna ma non durerà a lungo a meno che il suo gioco incostante non vi confonda le idee facendovi perdere concentrazione a tal punto da indurvi a giocare peggio di lui.

Il metodo più semplice per inquadrare un giocatore è cercare di ipotizzare la serie di mani che potrebbe avere in base a come si comporta all’inizio, fino a circoscrivere le possibilità in base alle carte che appaiono e a come gioca tra un giro di puntate e l’altro. In questo caso potreste prevedere le giocate successive basandovi su come ha giocato le mani precedenti. Il trucco per “leggere” la mano di un avversario è ipotizzare una serie di mani iniziali ed eliminarle via via in base al suo gioco e alle carte che prende. Il segreto sta tutto in una serie di deduzioni logiche. La difficoltà maggiore sta nel capire se l’avversario ha una mano di gran lunga migliore della vostra o se sta bluffando. Se avete in mano un punto debole ma comunque in grado di battere un bluff vi toccherà bene valutare le vostre possibilità in relazione alla portata del piatto e decidere se accettare o abbandonare la mano.

Bisogna sapere ben cogliere anche gli indizi, una combinazione di schemi comportamentali; reazioni fisiche involontarie come una vena che pulsa sul collo dell’avversario quando ha una mano molto forte, il linguaggio del corpo o il timbro della voce. Questi sono elementi utilissimi che possono rivelarvi informazioni sulla mano dell’avversario. Sono manifestazioni fisiche che possiamo dividere in due classi: atti e linguaggio del corpo involontari.

Un giocatore che con decisione piazza le sue fiches con impeto sul tavolo probabilmente ha una mano debole e spera che il suo atteggiamento possa intimorire. Comportarsi invece in modo insicuro quando si ha una mano forte e in modo deciso quando si ha una mano debole è solo una recita. Quando la mano di un giocatore trema (involontariamente) mentre prende e deposita le fiches sul piatto, di solito è segno che l’avversario ha una mano molto forte. E’ fondamentale cogliere tutti questi indizi per trasformarsi da un giocatore modesto in uno vincente.

Vi forniamo ora un indizio, un modo di fare che spesso si ritrova in quasi tutti i giocatori:

1. I giocatori che hanno una mano debole si comportano con sicurezza e
appaiono insicuri quando hanno una mano forte;

Nella maggior parte dei casi questo aspetto si riscontra in un’altissima percentuale di giocatori. Ma nulla è scontato in quanto potreste trovare giocatori che si comportano con sicurezza quando hanno mani forti e con indecisione quando hanno mani deboli. Possiamo però affermare che questo indizio è confermato nel 70% dei casi ed in tutti i casi rappresenta un vantaggio importante.

Spesso può succedere anche il contrario e cioè che un giocatore molto forte e eseprto sospetti che lo stiate studiando e potrebbe inscenare una controffensiva per confondervi assumendo un comportamento incoerente. Inizierà ad alternare con falsi indizi il suo normale stile di gioco e voi non riuscirete a interpretarlo correttamente.

In tutti resta fondamentale raccogliere quanti più indizi. Se riuscirete a ben combinarli con osservazioni sullo schema di puntata di un avversario, tenendo conto delle carte scoperte e con una conoscenza del suo stile di gioco rigido o istintivo, aggressivo o passivo, avrete molte informazioni utili su cui basarvi per prendere le giuste decisioni al tavolo da poker.

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