martedì 26 settembre 2017

Poker online, 2016 disastroso. Ma i casinò volano

Published on aprile 20, 2017 by   ·   No Comments

Poker online 2016 disastrosoPrima era solo una sensazione, poi è diventata una constatazione, adesso arrivano i dati ufficiali: il 2016 è stato un anno disastroso per il poker online. La “golden age” del gioco d’azzardo su internet non sembra aver coinvolto una specialità molto praticata nei casinò live, con tanto di tornei prestigiosi e un campionato del mondo, le WSOP. Non sono bastati diversi tentativi per rilanciare l’interesse dei player, e ora il futuro del poker online pare sempre più buio.

Il 2016 ha visto il mercato italiano del gioco d’azzardo in rete sfondare il muro del miliardo di euro, come si legge nel report pubblicato nella sezione blog di Freeslotmachine.it. Risultato storico, mai raggiunto prima e accolto con un certo entusiasmo dai magnati del settore. L’incremento rispetto al 2015, quando si fermava a 821 milioni di euro, è notevole, e niente lascia pensare che la crescita futura sarà inferiore al +24% registrato lo scorso anno. Soprattutto perché adesso si stanno sviluppando nuovi dispositivi su cui espandere il mercato dell’azzardo. Gli smartphone hanno generato l’84% della spesa mobile (giunta ora a 233 milioni di euro), di cui costituivano solo il 57% nel 2015. Il mercato del futuro è nel palmo della mano del giocatore, su applicazioni all’avanguardia con grafiche realistiche. Tutti fattori che potrebbero attirare un’utenza in grado di avvicinare il live, che costituisce ancora la fetta maggiore della torta.

Chi non ha potuto festeggiare è proprio il settore del poker, annichilito da una flessione del 15% della versione cash game e del 2% di quella torneo, rispettivamente 71 e 61 milioni di euro. La specialità si ferma ora al 13% del mercato online, con il terrore di poter colare a picco nei prossimi anni. Non è servita la versione “speed hold’em” per rilanciare un gioco visto come esclusiva (o quasi) degli esperti. Certo non aiuta la lentezza implicata dalla struttura del poker e i tempi morti, assenti in tutte le altre specialità. Inoltre la potenziale vincita in denaro è molto limitata rispetto alle slot machine, in cui può bastare una manciata di secondi per fare jackpot. Nel cash game si tratta di una guerra di nervi che porta a profitti considerevoli solo dopo mesi di serate online, passate a valutare se una determinata mossa può essere EV+. Procedimenti mentali non richiesti dalle macchinette, dove azionare un bottone mette in moto il meccanismo. L’impressione è che dopo una giornata di lavoro l’italiano preferisca rilassarsi, e un gioco impegnativo come il poker non fa al caso degli internauti.

A confermarlo lo straordinario successo dei casinò game, che con 439 milioni di euro valgono il 43% del totale di internet. Le slot machine costituiscono circa il 60% del volume di gioco, potendo contare su un’offerta ampia e su una fama in parte condivisibile. Alla fine i giocatori italiani in rete sono diventati 1,79 milioni nel 2016, il 15% in più rispetto all’anno precedente. Aumentano in punti percentuali le donne, passate al 17% della comunità online. La fascia d’età più rappresentata si conferma invece 25-34 anni, un momento della vita nel quale si cerca maggiore indipendenza economica. Tramite le slot machine più che il poker, che rischia di non rimanere al passo con i tempi. Un errore imperdonabile per una specialità che ha saputo rilanciarsi più e più volte, come nel 2003. L’impresa di Chris Moneymaker non è mai sembrata così lontana.

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