sabato 7 dicembre 2019

Il teorema di Zeebo

Published on dicembre 29, 2011 by   ·   No Comments

Fra tutti i teoremi del poker, il teorema di Zeebo o “zeebo’s”, è forse fra quelli che oggi mantengono ancora la maggiore validità. Concepito nel 2006 dal pro Greg Lavery (capitan zeebo sul forum 2+2), il teorema recita in questa maniera:

“nessun giocatore è in grado di foldare un full indipendentemente dalla puntata del proprio avversario”

L’enunciato del teorema è chiarissimo già di per se non avrebbe bisogno di spiegazioni, tuttavia vogliamo vederne le applicazioni. Un full house, nel texas holdem, è un gioco molto forte, inferiore soltanto al poker e alle scale reali. Su questo concetto si fonda il teorema: psicologicamente, foldare un punteggio tanto forte è difficile per chiunque. Di conseguenza i nostri avversari saranno portati a fare call praticamente a qualsiasi nostra puntata. Ecco perché, qualora pensassimo che il nostro avversario abbia un full più basso del nostro, non dovremmo esitare a mettere dentro tutte le nostre chips così da estrarre il massimo valore.

Il teorema ha anche una seconda applicazione ad esso correlata:

evitiamo di avventurarci in bluff strani quando intuiamo che il nostro avversario potrebbe avere un full.

Su un board del tipo: 4h5s4d5d9 (Sigle carte poker: D= Quadri S= Picche H= cuori C= fiori – Esempio: 5D = 5 di quadri / TH = 10 di cuori)

Se durante l’intera action al flop e al turn abbiamo notato segni di forza da parte del nostro opponent, una 3-barrel al river sarebbe quasi certamente controproducente, in quanto con un full egli ormai non folderebbe più la sua mano.

I giocatori medi, soprattutto in Italia, con un punto molto forte in mano, dimenticano di farsi domande sulle carte altrui e fanno call sapendo essenzialmente di battere soltanto un bluff.

Tuttavia se lo zeebo’s ancora oggi ha la sua validità è perché esistono giocatori del genere, ed è contro di essi che il teorema può avere effetti micidiali.

 

Tags: ,

Commenti ( 0)

Devi essere loggato per inserire un commento.

Scuola Poker